Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde

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“Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde” 

di R.L. Stevenson.

 Il libro si intitola: ”Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde” ed è stato scritto da R. L. Stevenson.

 Lo scrittore nasce ad Edimburgo, in Scozia, il 13 novembre 1850. Il padre è un ingegnere e la madre è la figlia di un predicatore. Nel 1867 si iscrive alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Edimburgo, in seguito, nel 1871 si trasferisce alla facoltà di Giurisprudenza. Tra il 1875 e il 1878 consegue la laurea e si sposa con una donna di dieci anni maggiore, che influenzerà positivamente la sua attività letteraria. Dal 1878 in poi Stevenson dà il via a molte pubblicazioni di successo: Un viaggio all’interno (1878), Viaggio a dorso d’asino nelle Cevenne (1879), Virginibus Puerisque (1881), Le nuove notti arabe (1882), L’isola del tesoro (1883), Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde (1886), ecc……… Il 3 dicembre 1894 Stevenson muore improvvisamente a causa di un’emorragia cerebrale. La sua tomba è disposta in cima al picco Vaea, a strapiombo sul Pacifico.

Il libro si presenta apparentemente come l’unione tra il genere dell’orrore e quello poliziesco, contenendo anche sfumature tipiche dei romanzi gialli e di quelli d’avventura. La traduzione italiana della parola “Case” sarebbe infatti più propriamente “avventura” e non “caso”, anche se quest’ultima appare molto più corretta e precisa rispetto ai fatti narrati. Lo stesso aggettivo “strange” ha il compito di suscitare la curiosità del lettore, anche se Stevenson considerava gli eventi narrati tutt’altro che strani. Egli, infatti, con tale opera, vuole sottolineare l’ambiguità della vita dell’uomo, che risulta, dal punto di vista psicologico, scisso in due: la parte buona e quella cattiva. Ciascun individuo sviluppa quindi dentro di sé assieme al proprio Io anche la sua Ombra. Il caso del Dr. Jekyll porta all’esasperazione tale ambiguità sottolineando la relazione tra le due parti che per il dottore avviene nel modo più nefasto. Il Dr. Jekyll, da sempre interessato agli studi scientifici, scopre per caso la formula giusta per scuotere le molecole del corpo, fa un esperimento su di sè e riesce a far fuoriuscire la parte più repressa di se stesso, la sua Ombra, che prenderà il nome di Mr. Hyde. Da quel momento in poi Jekyll non riuscirà a resistere alla tentazione di rifugiarsi in questa strana figura per soddisfare i suoi vizi e poi tornare alla vita normale. Ma piano piano Hyde sfuggirà al controllo di Jekyll arrivando a compiere atti ignobili,tra cui un omicidio. Il senso di rimorso comincerà così a pesare sulla coscienza di Jekyll che adesso prova un vero e proprio odio per quella parte incontrollabile di se stesso. Jekyll si trova a questo punto davanti ad un bivio: vivere nel bene reprimendo tutti gli istinti sbagliati o soddisfare le proprie voglie circondandosi del disprezzo degli altri esseri umani. Naturalmente Jekyll sceglie la prima opportunità, ma non riesce a tenervi fede e, a causa di ciò, decide di togliersi la vita, vedendo nel suicidio l’unica possibile via d’uscita.

È facilmente analizzabile che l’Io del Dr. Jekyll è spinto dal prestigio e dai valori vincolanti della famiglia, dalle qualità distinte e onorevoli di uno scienziato, ma la sua Ombra ovvero Hyde, racchiude in se stesso le qualità più disonorevoli del suo carattere, i vizi, gli istinti e i sentimenti più nascosti dell’anima. Condannata dal giudizio morale dell’Io, questa parte destabilizzante viene piano piano repressa, un pò come avviene in ognuno di noi. Stevenson vuole suscitare con tale storia una riflessione sul fatto che l’uomo è dato dalla convivenza tra le due parti, il tutto sta nell’ instaurare tra loro un rapporto equilibrato. Non bisogna mai commettere l’errore di scindere le due diverse facce della moneta, proprio perchè solo l’accettazione onesta e tollerante di tutte le parti può permettere di convogliare le energie nel progetto di costruire se stessi. Ogni chiusura verso la parte di noi che non ci piace rinforza l’Ombra e indebolisce l’Io. Bisogna imparare ad accettare e modificare la propria Ombra cercando di trarne vantaggio, per poter arricchire e completare la propria personalità. Questo è quindi un romanzo che si può dedicare a chi ama la suspance e le immagini e i luoghi sfumati di una Londra di fine Ottocento, ma anche a chi vuole analizzare e capire i meccanismi e le ragioni che muovono il comportamento dell’uomo, creatura che ha la facoltà di fare delle scelte, ma che deve appellarsi al suo giudizio morale per potersi confrontare in modo sano con il bene e con il male, sicuramente coesistenti in ogni essere umano.

                                                    

Annarita De Maio            

I B Liceo Scientifico

 

 

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