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E’
giusto o no, in nome dell’accoglienza, rinnegare i nostri principi
religiosi?” In questi ultimi anni si sta verificando un forte spostamento di persone che, provenienti dai paesi dell’Est o da quelli musulmani, si stabiliscono nelle regioni occidentali dell’Europa. Tutto ciò sta provocando un incontro, un confronto ed in molti casi uno scontro culturale e religioso tra persone di nazionalità diversa. C’è da analizzare però una fondamentale differenza: se una persona di cultura occidentale si sposta in un paese musulmano deve adattarsi alle tradizioni locali (nel caso delle donne coprirsi il capo e a volte anche il viso), invece i musulmani che arrivano in Italia hanno la “libertà” di mantenere le proprie usanze. Un caso eclatante si è verificato in una scuola italiana quando scoppiò la polemica di togliere il crocifisso dalle aule per rispetto agli stranieri, tutto perché il padre di un ragazzo musulmano aveva fatto richiesta al giudice che gli ha dato ragione. Mi sorge spontanea una domanda: è giusto ciò? Dal mio punto di vista questo non è del tutto corretto. Io sono del parere che l’accoglienza è “sacra”, è un dovere verso il prossimo, la manifestazione di una cultura civilizzata, così come il rispetto verso le tradizioni altrui, non bisogna infatti denigrare od offendere gli stranieri, ma non si deve neanche cadere negli eccessi. La cristianità s'intreccia con la nostra cultura sin dalle origini e perciò non è giusto rinnegare i propri principi religiosi in nome dell’accoglienza. Come
i musulmani pretendono il rispetto delle loro “rigide” regole quando
ci troviamo di passaggio nei loro territori, anche essi devono portare
rispetto per la nostra cultura che sicuramente è meno proibitiva della
loro a dà molta più importanza ai diritti dell’uomo. È anche vero
però, che, se la Repubblica Italiana si dichiara nella Costituzione uno
Stato laico, nonostante sia legata alla chiesa dai Patti Lateranensi, il
giudice ha dovuto per forza dare ragione al padre del bambino, anche se,
come suddetto, dal mio punto di vista siamo legati in modo
incancellabile alle nostre origini. Il problema, al limite, si potrebbe
risolvere accostando al simbolo cristiano del crocifisso i simboli della
loro religione, proprio perché lo Stato permette la libertà di
pensiero e d'espressione, ed è nel nome di questo principio che noi
siamo liberi di esporre il crocifisso.
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