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Il
20 Novembre l’Istituto Comprensivo di Oppido Mamertina è
stato protagonista di un avvincente convegno sul tema “La
rivoluzione dalla parola”, tenuto nei locali del Cineteatro
Comunale da due relatori d’eccezione, gli scrittori Walter
Mauro ed Elena Clementelli.
Il
dibattito, iniziato alle 10:30, si è aperto con i saluti del
Dirigente Scolastico prof. Bruno Demasi ed con un intervento del
sindaco Giuseppe Rugolo sulla validità e l’importanza
dell’argomento in questione. Promotrice di questo bellissimo
incontro è stata la professoressa Mafalda Pollidori, che ha
rapidamente spiegato il fine della manifestazione ed ha messo in
risalto la vita e le attitudini degli ospiti, presentando Walter
Mauro come un critico letterario con interessi musicali ed Elena
Clementelli come appassionata di letteratura ispanica e
anglosassone. Un quadro a tinte forti che preannunciava un
arricchimento del nostro bagaglio culturale alla riscoperta del
passato.
Questi
due scrittori si sono dedicati alla traduzione delle poesie di
Ernesto Guevara, uomo politico, teorico e dirigente
rivoluzionario cubano di origine argentina, meglio noto come il
“Che”. Nel loro ultimo libro, che comincia con una poesia
sul mare, la scelta fonetica delle parole appare molto faticosa
e difficile e si nota uno spirito da sognatore e da viaggiatore
che si amalgama alla perfezione in alcuni versi.
I
giurati del “Premio Rhegium Iulii” hanno commentato il
rapporto tra letteratura e rivoluzione.
Mauro,
facendo dei parallelismi tra la letteratura francese e quella
italiana, ha concatenato il significato e il potere della
parola, secondo quanto affermato da un poeta d’oltralpe, che
disse che durante la resistenza le parole avevano un peso e un
prezzo e confermato anche da Dante nella terza cantica della
“Divina Commedia” quando, incontrato Cacciaguida, suo
trisavolo, lo invitò ad usare la parola come mezzo coercitivo
di persuasione. La parola è quindi considerata la chiave di
lettura dei sentimenti e degli animi delle persone; ha la forza
di colpire l’altro, la capacità di relazionare tutto.
Il
“Che” è stato sempre pervaso da una vena romantica e si è
rivelato una figura emblematica alla continua ricerca di vizi,
valori e virtù nell’essere umano.
Il
critico romano ha definito Guevara, “l’Ulisse del ‘900”,
perché come l’eroe
dell’Odissea,
è stato al centro di numerose avventure rivoluzionarie, in un
secolo travagliato ed insanguinato da guerre e combattimenti.
La
Clementelli invece ha puntualizzato che il termine “Che” è
l’intercalare usato dagli Argentini ed è stato personalizzato
per indicare un grande uomo qual era Ernesto Guevara.
Il
“Che”scoprì di nutrire un amore incommensurabile per la
gente e, nel tempo in cui la medicina alleviò la sofferenza, si
accorse che doveva mettere la sua vita a servizio di quanti ne
avessero bisogno, a prescindere dal fatto che fosse medico. Di
ciò diede una straordinaria dimostrazione quando, sebbene
asmatico, si lanciò nel fiume per salvare i dannati. Questo
personaggio è diventato un eroe e, come tutti gli eroi, è
stato ucciso, assassinato dall’esercito governativo boliviano.
Il suo nome è accostato a quello di altri illustri martiri
quali Ghandi, Martin Fierro e Martin Luter king uccisi perché
“hanno dato fastidio, hanno intralciato i piani dei
potenti”, hanno predicato la non violenza finendo con
l’espiare questa “colpa”con la vita.Il primo a morire è
stato Gesù Cristo messo in croce dai peccati e dall’odio
della gente.
Il
discorso degli scrittori ha esaltato la grandezza di Che
Guevara, evidenziando luci e ombre del suo carattere.
Alle
fine gli scrittori ci hanno permesso di soddisfare le nostre
curiosità rispondendo alle domande stuzzicanti poste da noi
ragazzi.
Walter
Mauro ed Elena Clementelli sono stati eccezionali nel tradurre
quelle opere dallo spagnolo all’italiano, usando accortezza,
prodigandosi per farle diventare “patrimonio”di tutti. E’
stata una conferenza molto costruttiva ed educativa che “ha
lasciato il segno”consentendoci di acculturarci maggiormente
sulla vita di una persona che conoscevamo a malapena.
Mi
auguro che in futuro possiamo fare altre esperienze del genere
per arricchire il nostro bagaglio di conoscenze non solo
attraverso le lezioni tradizionali, ma anche attraverso la
presenza di scrittori e critici letterari che dedicano la loro
vita allo studio e alla ricerca.
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Francesca
Carpinelli
Liceo
Scientifico
Classe
II B |
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