DAL BIG BANG AD OGGI…

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IL PERCORSO INFINITO DELL’ENERGIA

Il Big Bang…tutta l’energia concentrata in un punto… un secondo…un’enorme cataclisma che creò la materia…

L’energia è una grandezza fisica, la capacità di compiere un lavoro. Per Aristotele “enérgheia” era atto puro, ciò che dà forma alla materia, che presiede alle funzioni vitali.

Per i cristiani Dio è energia; così come per i musulmani Allah, per gli antichi greci Zeus…

Ma più che il concetto di energia all’uomo interessa sapere come produrne quantità inesauribili.

Secondo la prima legge della termodinamica , la quantità totale di energia dell’universo resta costante. Non può essere né creata e né distrutta ma può solo passare da una forma ad un’altra.

Il nostro corpo produce energia, ovvero ATP (adenosintrifosfato) attraverso diversi processi collegati tra loro:la glicolisi (demolizione parziale del glucosio), il ciclo di Krebs (serie ciclica di reazioni nelle quali l’acido piruvico prodotto dalla glicolisi è scisso in anidride carbonica e acqua) e la fosforilazione ossidativa (trasformazione dell’ADP in ATP e trasporto di elettroni).

La più semplice e perfetta “macchina energetica” è la foglia, capace di trasformare le fonti inesauribili del sole e dell’acqua in energia, senza produrre scorie inquinanti, anzi, ossigenando l’aria. Purtroppo ancora non esiste una macchina tale e la produzione di energia è piena di “contro”. Ma come facevano le antiche popolazioni?

L’uomo primitivo sfruttava solo i muscoli per colmare le proprie esigenze, in seguito cominciò a produrre strumenti che amplificavano le sue forze (come la leva, che permise di compiere molti lavori con minor fatica) imparò ad usare il fuoco, a coltivare i campi, a cacciare gli animali…

La più grande scoperta, però, avvenne molti anni dopo sulle rive del Nilo. Pare, infatti, che gli egiziani, oltre a sfruttare i benefici del fiume e la forza fisica degli schiavi, avessero scoperto l’energia elettrica. Questa ipotesi deriva dal ritrovamento di alcuni oggetti costruiti con materiale impossibile da isolare senza elettricità. Inoltre sono stati ritrovati geroglifici rappresentanti figure molto simili a cavi elettrici e torce a raggi X.

La scoperta, forse solo accidentale, dell’energia elettrica sembra comunque comune anche agli antichi abitanti della Mesopotamia; sono state ritrovate, infatti, rudimentali pile molto simili all’invenzione di Alessandro Volta, avvenuta solamente nel tardo Settecento.

Ma “strane lampade” sono presenti anche nella storia dell’Antica Grecia; si narra, infatti che Callimaco, discepolo di Fidia, avesse inventato una lampada d'oro che bruciava giorno e notte nell'Eretteo di Atene; forse l’anticipazione della lampadina inventata da Thomas Edison nel 1879.

Qualche secolo dopo, i romani sfruttarono il calore per rinvigorirsi nelle terme e riscaldare le loro abitazioni.

I persiani utilizzavano turbine eoliche che servivano a irrigare i   terreni coltivati e a macinare il grano. Il sistema si diffuse in Cina e in gran parte dell'Oriente, e apparve in Europa, inizialmente in Francia e in Inghilterra, all'inizio del 1300.

Nel IX secolo d.C. la ruota del mulino, che sino a quel momento serviva solo al trasporto dell’acqua, divenne fondamentale per la produzione di energia idraulica.

Ma la vera importante invenzione fu quella, ad opera di Watt, della macchina a vapore. Iniziò così lo sfruttamento del carbone come combustibile e la conversione del calore da esso prodotto in energia. La macchina a vapore sostituì le ruote dei mulini, e presto si diffuse in tutta Europa.

Il 29 Agosto 1859 venne scavato in Pennsylvania (Stati Uniti), il primo pozzo di petrolio; e nel 1880 un industriale americano, John Rockfeller, fondò la Standard Oil, la prima grande compagnia petrolifera a livello mondiale. Nel 1895, Henry Ford, applicò il motore a scoppio alle prime automobili, inaugurando l'era del petrolio.
 La crescita industriale, la diffusione dell'automobile e l'uso dell'elettricità fecero aumentare a dismisura la richiesta di energia in Europa e negli Usa finché non ci si rese conto che le riserve mondiali dei combustibili fossili prima o poi si sarebbero esaurite. Così iniziò ad intensificarsi la ricerca di nuove fonti di energia. Nella prima metà di questo secolo sono emerse possibilità di sfruttamento di altre forme di energia: l'energia nucleare, l'energia solare, l'energia geotermica.

Innanzitutto, si sostituirono ai mulini al vento, utilizzati per la macinazione del grano, tralicci dotati di grandi eliche per permettere la trasformazione dell’energia eolica in energia elettrica.

Negli anni Cinquanta, ebbe inizio lo sfruttamento dell’energia nucleare per la produzione di energia elettrica, che si andò affermando come una promettente forma di energia alternativa alle fonti convenzionali non rinnovabili, consistente nel liberare, tramite una serie di reazioni nucleari, parte dell’energia contenuta in un atomo.

Poi, in seguito ai disastrosi incidenti di Three Miles Island e di Černobyl, la produzione di energia nucleare subì un rallentamento.

All’inizio degli anni Settanta, in coincidenza con la crisi petrolifera, e a causa dei vari insuccessi degli impianti di produzione di energia nucleare, la possibilità di generare energia elettrica sfruttando il calore interno della Terra tramite i getti di vapore liberati dai geyser, sembrava uno dei metodi più promettenti fra le fonti energetiche alternative. La realizzazione pratica, però, si dimostrò meno immediata e conveniente di quanto creduto.

Prendendo esempio dalla foglia, quindi, si cercò di captare con pannelli solari l’energia raggiante prodotta nel Sole, e per effetto di reazioni nucleari, di trasmetterla alla Terra sotto forma di radiazione elettromagnetica.

Nonostante però tutte le ricerche e i progetti, trovare di fonti inesauribili di energia che non rechino ulteriori danni all’atmosfera terrestre sembra quasi impossibile. Quali saranno, quindi le fonti energetiche del futuro? Magari la risposta è più semplice di quanto si pensi, o forse, non si troverà mai una soluzione a questo problema.

 

                                                                                   



Noemi Madaffari

Alla Redazione del concorso “Saranno penne celebri”

 

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