Firma Elettronica Avanzata e Firma Digitale: le principali differenze

 

Una scelta veramente difficile, quella di chi si appresta ad adeguarsi al nuovo sistema di gestione documentale, soprattutto perché la normativa italiana si mostra – il più delle volte – particolarmente inaccessibile. L’avvento della Riforma della Pubblica Amministrazione ha introdotto la Firma digitale come processo alla base della dematerializzazione dei documenti, per cui dovrebbe essere trattata con la massima chiarezza.

Come è noto, dal 31 marzo 2015, è in vigore il regime di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, pertanto è necessario presentare fatture digitali per poter procedere con la riscossione del pagamento, pena ritardi e peripezie burocratiche.

Le lacune del Legislatore in questo senso – che in questi mesi si cerca di colmare attraverso, appunto, la fatturazione elettronica – hanno di fatto complicato l’applicazione di questo strumento fondamentale e innovativo. L’utente si ritrova quindi imbrigliato in una selva di definizioni poco comprensibili, che necessitano di estrema trasparenza. Vediamo quali sono queste definizioni.

La Firma Elettronica (FE) è disciplinata dall’art. 1 del CAD e definita come un insieme di dati digitali collegati ad altri dati elettronici, che nel loro insieme forniscono con metodo di riconoscimento informatico. La Firma Elettronica Avanzata (FEA) fornisce una connessione univoca del firmatario, sulla quale egli stesso detiene un controllo esclusivo.

La Firma Elettronica Qualificata ricalca la definizione di FEA, con la presenza di un certificato qualificato e appoggiata a un dispositivo funzionale alla creazione della firma (smartcard o hsm). In questo scenario s’inserisce la definizione di Firma Digitale, resa come una particolare FEQ basata su chiavi crittografiche asimmetriche, con la quale è possibile presentare e verificare l’integrità di un documento informatico o di un insieme di essi.

Il documento informatico (quale, per esempio, una fattura) assume pieno valore legale solamente se sottoscritto con FEA, FEQ o FD. Solamente in questi casi, il documento può essere considerato una scrittura privata e costituisce prova in giudizio fino a querela di falso. La sottoscrizione dei documenti informatici mediante Firma Elettronica è disciplinata dall’Art. 21 c. 2 del CAD.

Fin qui, le questioni tecniche, ma quali sono i vantaggi dell’adozione di tale strumento? Innanzitutto, la dematerializzazione dei documenti permette di risparmiare tempo e denaro, non soltanto relativi alle risorse materiali (carta) ma anche alla gestione dei processi interni ed esterni.

La FEA può essere rilasciata con le stesse procedure previste per la FD, con notevole limitazione degli effetti legali, che nel primo caso sono attribuiti al titolare e all’ente erogante, mentre nel secondo tale limitazione è rimessa alla decisione dell’utente che richiede l’attribuzione del certificato.

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