Educare i propri figli: non esiste un decalogo del genitore perfetto

Ogni qualvolta si tocca l’argomento relativo all’educazione dei propri figli scatta l’allarme del senso di colpa, dell’essere un cattivo genitore, o addirittura di non riuscire ad educare i propri figli, ma non esiste un decalogo del perfetto genitore viste le numerose sfaccettature dei figli, bisogna infatti tenere conto di qualsiasi caratteristica di temperamento e di comportamento del proprio figlio per sapere come agire nella maniera più idonea.

 

Esistono i genitori troppo bacchettoni che pretendono figli perfettini, ma esistono anche genitori troppo apprensivi che creano figli assolutamente insicuri e poi ci sono i genitori troppo permissivi che concedono di tutto ai propri figli viziandoli, sicuramente la giusta misura tra tutte le caratteristiche sarebbe l’ideale però per alcuni genitori è realmente difficile modificare i propri atteggiamenti, soprattutto a partire dal rimprovero, ma sculacciata si o sculacciata no?

 

Diverse e contrastanti sono le teorie relative alla famosa sculacciata, esistono i sostenitori della sculacciata che pensano che sia la giusta punizione per il bambino affinchè essendo stato punito possa capire l’errore ed evitare di commetterlo nuovamente, esistono però i contrari alla teoria della sculacciata in quanto priva di utilità, sostengono infatti che il rimprovero spiegando al bambino lo sbaglio possa essere sicuramente più efficace di uno scappellotto.

Purtroppo pero esistono troppi genitori che riversano forme di aggressività eccessiva sui figli, abusando dello strumento di “educazione” della sculacciata riversando ansie, paure o perché presi dallo stress della quotidianità.

Ma secondo uno psichiatra infantile americano Gerard E.Nelsonè possibile utilizzare una tecnica di rimprovero utile a fargli cambiare atteggiamento senza però togliere la sicurezza al bambino di essere amato dai genitori, questo metodo si chiama “The one minute scolding” ovvero una sgridata di un minuto che si è rivelata davvero valida sia in famiglia che a scuola.

Sicuramente però la capacità d’attenzione di un bambino affinchè possa capire il rimprovero è realmente limitata, meglio quindi essere diretti e brevi evitando prediche, ricatti o punizioni.

Inoltre la sgridata che permette di educare i propri figli deve necessariamente essere immediata inutile riservare il rimprovero per un momento successivo, il bambino trova inconcepibile di essere punito in differita, come frasi del tipo “quando torna papà a casa”, sicuramente il clima al ritorno del padre sarà sereno e rimproverare il bambino per qualcosa che non ricorda più diventa deleterio.

Inoltre il rimprovero deve essere indirizzato ad un singolo episodio e non fare un elenco delle marachelle o dei capricci commessi durante l’arco della giornata, tutte tecniche efficaci quanto meno ad evitare di commettere grandi errori.

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