Ecco dove vengono commessi più reati in Italia

Secondo quanto emerge dai dati del ministero dell’Interno sin relazione all’incidenza dei reati denunciati nel 2015 in relazione alla popolazione (numero ogni 100 mila abitanti), è Rimini la provincia al primo posto in Italia per delittuosità, con un numero di reati pari a 7.791 unità per 100 mila abitanti. Al secondo posto si piazza invece Milano, con 7.636 reati per 100 mila abitanti, seguita da Bologna con 7.240 reati, Torino con 6.539 reati, Roma con 5.950 reati, Ravenna con 5.936 reati. A completare la top ten ci sono Firenze (5.723 reati), Prato (5.685 reati), Genova (5.674 reati) e Savona (5.460 reati).

Naturalmente, il discorso cambia – e notevolmente – se si passa dal tasso di reati per 100 mila abitanti, al numero di delitti commessi in assoluto nel 2015. In questo caso, la provincia con il maggior numero di delitti è quella di Roma, con 258.262 reati denunciati lo scorso anno, circa 14 mila in più di Milano con 244.996 reati e Napoli, in terza posizione, con 136.930 reati. Tra le principali città, si noti come l’andamento sia calante per Milano e Roma, ma crescente per Napoli. Nel capoluogo lombardo i delitti sono calati del 5,2 per cento, a Roma sono diminuiti del 7,2 per cento, a Napoli sono aumentati dello 0,6 per cento.

Dall’altra parte della classifica, le province con meno reati sono quelle di Rieti, Pordenone e, soprattutto, Oristano. A Rieti c’è un tasso di delitti di 2.428 unità per 100 mila abitanti, a Pordenone è di 2.408 unità per 100 mila abitanti, mentre Oristano è l’unica provincia italiana in cui il tasso di reati per 100 mila abitanti scende sotto quota 2.000 (1.995 unità).

In termini assoluti, però, la provincia in cui avvengono meno delitti è quella di Isernia, con 2.541 reati, peraltro in calo del 4,4 per cento rispetto allo scorso anno.

A livello nazionale, non mancano le buone notizie. La media italiana è infatti di 4.430 reati ogni 100 mila abitanti. In numeri assoluti, si parla di 2.687.249 delitti, in calo del 4,5 per cento rispetto all’anno precedente. Un discreto passo in avanti ma, naturalmente, non è il caso di abbassare la guardia, soprattutto in alcune zone della Penisola dove i reati sono incrementati anche di oltre il 5 per cento su base annua.

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