Come dire addio al fumo?

Il fumo è uno dei vizi più dannosi (e costosi) per l’uomo. Tuttavia, i fumatori italiani sono ancora numerosissimi, e non sempre riescono a individuare le migliori strade per poter salutare definitivamente questo comportamento nocivo. Ma come fare?

In primo luogo, guai a sottovalutare i corsi che, individuali o di gruppo, tenuti da medici, psicologi e operatori specializzati, servono per rafforzare la propria motivazione a smettere e a sostenere il “paziente” nel percorso per dire addio alle sigarette. Corsi che sono molto utili anche se si è già provato con vari tentativi: in tal proposito, ricordate sempre che eventuali cadute non sono fallimenti, bensì tappe importanti nel proprio percorso verso la liberazione dalla dipendenza. I corsi hanno una durata di circa 10 sedute, in un massimo di 2 mesi, seguite da incontri più distanziati. I risultati più ottimali sono ottenuti se integrati con indicazioni dietologiche.

Possono inoltre esser d’aiuto le tanto contestate sigarette elettroniche, sulla base della consapevolezza che ai non fumatori potrebbe sembrare strano che esista una “dipendenza dal gesto”. Per certi fumatori, invece, accendersi la sigaretta è un vizio che è “parte” di un vizio più grande. Per costoro può essere efficace la sigaretta elettronica alla nicotina in quantità scalare (sempre abbinata a un potenziale percorso di sostegno) che consente di abbandonare con gradualità l’abitudine a stringere una sigaretta tra le dita. dice Beatrice.

Se infine la dipendenza è molto forte, tanto che si accende la prima sigaretta appena ci si sveglia, e si prova una evidente fatica a non fumare anche dove è vietato, forse si può risolvere attraverso un concreto aiuto farmacologico. A tal fine, come il vostro medico potrebbe suggerire, si può ipotizzare l’uso di agonisti parziali dei recettori nicotinici dell’acetilcolina, che agiscono in modo simile alla nicotina, occupando parte degli stessi interruttori a livello cerebrale. Rispetto ad altre sostanze a base di nicotina (come le gomme e i cerotti) hanno però un’azione più immediata: stimolano infatti la produzione di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere, e così anche se non si fuma si prova comunque una sensazione positiva che aiuta a non soffrire di astinenza. In aggiunta, la nicotina che viene inalata con le eventuali sigarette che si continua ad accendere troverà i recettori che la “cercano” quasi del tutto occupati, perdendo pertanto il gusto di fumare. Tali farmaci sono erogati in compresse, e necessitano di ricetta medica: provate a parlarne con il vostro dottore di famiglia.

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