Co-sleeping: bambini che dormono nel lettone tra pareri contrastanti

Lettone si o lettone no? Se piange bisogna rispondere subito prendendolo in braccio o magari lo consoliamo a distanza?  Quando nasce un bambino specie se i genitori sono alle prime armi risulta realmente difficile cercare di fare le scelte giuste per il proprio figlio, scelte che sicuramente potranno impartire anche un’educazione al figlio.

Uno degli argomenti più delicati ma soprattutto più controversi dei genitori è proprio il momento della nanna del neonato, troppo spesso si dispensano consigli su come organizzare la nanna dei piccoli ma non bisognerebbe mai dimenticare che ogni bimbo è diverso dagli altri in quanto hanno esigenze particolari soprattutto nei primi mesi di vita.

Esistono realmente troppe teorie sui metodi per come far dormire i bambini, ma la preferita forse per ogni bambino è proprio il co-sleeping, ovvero dormire tutti insieme nel lettone, dapprima sono proprio le mamme sia per comodità che per sicurezza a usare la tecnica del co-sleeping nella fase di allattamento ma poi quando crescono sono proprio i bambini a cercare sicurezza e serenità tra le braccia dei genitori.

Numerose sono però le persone assolutamente contrarie all’uso di co-sleeping come metodo per far dormire i propri figli, anche se da un recente studio americano è emerso che i bimbi abituati a dormire in compagnia poi sono più socievoli e aperti alle novità rispetto ai coetanei abituati a dormire da soli.

In effetti fin dai primi giorni di vita la mamma e il neonato per motivi legati all’allattamento dormono nella stessa stanza, ma subito dopo essere tornati a casa e avendo ascoltati i pareri contrari dei parenti più intimi, che vedono il dormire insieme nel lettone come un “vizio” che contribuirà in futuro a non far dormire più da solo il bambino, preferiscono rinunciare.

Pareri assolutamente sbagliati visto che sia la mamma, giustamente ansiosa che il bambino condividendo lo stesso ambiente riuscirebbero a dormire sogni più sereni, visto che molte madri rispondono in maniera costante ai bisogni del bambino anche durante le ore notturne, paradossalmente infatti più al bambino si dà la possibilità di stare vicino alla madre quando ne ha necessità più riuscirà in futuro a stare da solo, rispondere non essendo costanti porta a rallentare e ostacolare la formazione della sicurezza interiore.

Diverse sono le situazioni nelle quali il bambino chiede di stare vicino di notte ai genitori, come quando ha paura, è malato o ansioso, rispondere con un co-sleeping di fronte ad una richiesta risulta infatti la strategia più efficace.

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