Chili di troppo? Ecco da cosa potrebbe realmente dipendere…

Convivete da anni con qualche chilo di troppo che proprio non vuole saperne di scomparire nonostante tutti i vostri sforzi? Ebbene, potrebbe dipendere da una predisposizione genetica, con la quale è opportuno cercare di convivere, per poterla contrastare al meglio.

In particolare, se avete generalmente 3-4 chili in più, potrebbe dipendere da un’intolleranza genetica al lattosio, il principale zucchero del latte. Per questo motivo, date un’occhiata attenta al vostro menu: se abbondano i latticini rischiate di ingrassare: l’intestino infatti non riesce a metabolizzare bene tali ingredienti e reagisce formando grandi quantità di gas, frutto della fermentazione e causa di un cronico gonfiore addominale.

La soluzione per dimagrire è in questo caso semplice: eliminare dalla dieta latte, gelati, panna, burro e formaggi, a eccezione del grana, del pecorino e del provolone, che hanno un contenuto di lattosio quasi nullo. Si può inoltre inserire anche lo yogurt, meglio se magro, poichè fornisce batteri, come il lactobacillus acidophilus, che possono inglobare parzialmente il lattosio. All’interno dell’alimentazione quotidiana si può limitare, leggendo attentamente l’etichetta, gli alimenti che contengono latte: merendine, biscotti, budini e creme pronte, prosciutto cotto, prodotti da forno, corn flakes e minestre precotte.

Se invece i chili di troppo sono un pò di più (dagli 8 ai 10), tutto potrebbe dipendere da una predisposizione genetica a metabolizzare male i grassi, perché i geni che regolano le sostanze deputate alla loro scissione (come la grelina e la leptina) sono poco efficienti. Come intuibile, in questo caso per poter dimagrire è sufficiente ridurre i lipidi, restrigendoli a non più di un quinto della quota calorica giornaliera. Quelli ingeriti dovranno inoltre essere buoni, come olio d’oliva o extra vergine. All’interno del vostro menu dovrebbero inoltre rientrare pesci e frutta secca (sardine, salmone, tonno, sgombro e acciughe, che contengono i preziosi acidi grassi omega 3, mentre per l’omega 6 si possono mangia tre noci o mandorle al giorno). Di contro, meglio ridurre la carne rossa (grassi saturi) in favore di quella bianca: (pollo, tacchino o coniglio). Da valutare positivamente, infine, i legumi: 30 grammi di piselli, fagioli o ceci secchi (o 120 grammi di legumi freschi) possono sostituire una porzione di carne, senza carichi di grassi. Massima attenzione alla voce “formaggi”: evitate di consumarli più di due volte alla settimana, ricordandovi sempre di preferire quelli magri.

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