Audi chiude trimestre con utili in calo

Lo scorso trimestre è stato particolarmente teso per Audi, la cui prestazione redditizia è stata frenata dagli oneri straordinari legati ai richiami per gli airbag difettosi prodotti dall’azienda giapponese Takata, ma non solo.

Complessivamente, da quanto sopra ne è derivato che il fatturato è calato dell’1% su base annua a 14,551 miliardi di euro, e che nonostante una crescita delle consegne del 4% a 455.754 unità, il costruttore appartenente al gruppo Volkswagen è stato comunque penalizzato dallo sfavorevole contesto valutario e dall’intensificazione della concorrenza.

Scendendo le righe del conto economico riclassificato, ne è così derivato che l’utile operativo è calato da 1,422 a 1,202 miliardi di euro, con un margine operativo lordo ora in flessione all’8,3% a causa di 100 milioni di oneri legati al problema Takata, su cui la casa tedesca sta collaborando con l’authority Usa per verificare la portata e la possibile
estensione dei relativi richiami.

Al netto degli oneri l’utile operativo è sceso da 1,442 a 1,302 miliardi, con un margine in flessione dal 9,7 al 9%, sempre all’interno dell’intervallo strategico fi ssato tra l’8 e il 10%. L’utile pre tasse è inoltre diminuito da 1,497 miliardi a 959 milioni, per effetto delle rivalutazioni dei derivati a copertura dei tassi di cambio.

Per l’esercizio 2016, Audi ha in programma spese in conto capitale superiori a 3 miliardi di euro, e proseguirà inoltre nella strategia di allargamento della gamma e della rete produttiva. In tal proposito, i principali lanci riguardano il Suv compatto Q2, il Suv Q7 e la berlina A4, mentre la rete vedrà l’avvio delle attività nel nuovo stabilimento messicano di San José Chiapa.

Infine, nonostante i risultati abbiano segnalato un evidente calo, Audi ha confermato tutte le linee guida del 2016, che stimano un incremento – pur moderato – delle consegne, e un fatturato e un margine operativo sempre all’interno dell’intervallo strategico dell’8-10%, nonostante una concorrenza sempre più intensa, e nonostante l’incremento degli investimenti necessari per tenere il passo dell’evoluzione tecnologica dei concorrenti. “Siamo sicuri di raggiungere i nostri obiettivi di redditività per mezzo di una gestione dei costi coerente” – ha dichiarato il direttore finanziario Axel Strotbek – “Questo ci dà la portata finanziaria per il nostro percorso di investimenti e innovazione”.

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply