"Sensi Contemporanei in Calabria"

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Relazione sulla visita alla mostra di Villa Zerbi "Sensi Contemporanei in Calabria" dalla 50ª esposizione d'arte contemporanea della biennale di Venezia "Sensi e Conflitti". 

 

Villa Zerbi, situata sulla via marina, fu costruita per volontà di una famiglia proveniente da Genova in uno stile ispirato al quattrocento veneziano e viene eccezionalmente aperta ai visitatori in occasione dell'esposizione. Si tratta infatti di un evento eccezionale che nasce dalla collaborazione del Ministero per i Beni Culturali, del Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Biennale di Venezia. Questo nuovo progetto ha lo scopo di sensibilizzare il Sud all'arte contemporanea che spesso non viene capita e valorizzata per ignoranza. Bisogna sempre ricordare che ogni forma d'arte nasce in  relazione al contesto storico e socio-culturale dell'epoca e usa diversi linguaggi. Il tema "sensi e conflitti" risulta quanto mai attuale se considerato alla luce delle attuali vicende ed è necessario leggere le opere d'arte proprio attraverso questa chiave di lettura. Ancor più vicino alla nostra realtà regionale risulta il tema specifico della mostra reggina: "ZONE OF URGENCE" curata da Hou Hanru. I conflitti di cui il mondo è attualmente teatro si sviluppano in una zona molto "calda" e da sempre instabile: il Medio Oriente e coinvolgono direttamente la più grande potenza mondiale, gli USA.

Questi conflitti trovano spesso le loro radici nel processo di globalizzazione e di modernizzazione a cui si oppongono le realtà e le tradizioni locali. Le zone di guerriglia, luoghi di rovina e distruzione, diventano zone d'urgenza poichè gli spazi vitali diventano sempre più piccoli ed invivibili e si rendono necessari cambiamenti ed innovazioni. Su questa scia gli artisti della biennale di Venezia cercano delle soluzioni innovative, alternative ed originali attraverso un'apertura ed un dialogo con le nuove esigenze. Gli artisti dell'esposizione di Villa Zerbi sonoi soprattutto asiatici poichè proprio in quelle zone del pianeta il rinnovamento e la modernizzazione stanno avvanendo a ritmi elevatissmi e in modo molto originale. Villa Zerbi è anch'essa una "zona d'urgenza" poichè necessita di restaurazione e di manutenzione. La Calabria può essere considerata una "zona d'urgenza" soprattutto nel panorama nazionale visto che molti siti urbani e artistici versano in una condizione di notevole degrado e abbandono.

Nell' esaminare le diverse opere esposte ho riscontrato alcuni percorsi tematici fondamentali che ci riguardano da vicino e che sono tratti dalla realtà contemporanea.

La jeep da guerra trasformata per l'uso civile all'entrata; il video "Anti-Terrorism" in cui la tragedia viene sventata poichè le torri elasticamente si piegano o si dividono al passaggio degli aerei e che dovrebbe rappresentare un idilliaco futuro e la speranza che tragedie simili non accadano più; i cassetti che simboleggiano i grattaceli della  grande mela pieni di aerei giocattolo; infine la stanza dell'urlo:rappresentano diverse interpretazioni dell'11 settembre, un evento che è già entrato nei libri di storia, che ha ferito l'orgoglio americano e che ha lasciato un segno dentro ognuno di noi, a cui si ricollega la nuova concezione dell'aereo che diventa simbolo di pericolo. La stanza di tutta la mostra che maggiormente mi ha colpito è senza dubbio quella dell'urlo: entrando il visitatore si immerge in un'atmosfera tranquilla creata attraverso una musica che si diffonde nella stanza, un valzer che ben accompagna la visione dei

primi quattro pannelli che rappresentano una centrale eolica e una centrale di produzione del petrolio in piena attività,la città di Londra e la città di New York in cui la vita si svolge tranquilla. Giungendo al fondo della stanza si osserva un pannello in netto contrasto con  gli altri: viene rappresentato il Pentagono semidistrutto dagli aerei e il collegamento alla strage dell'11 settembre è immediato.

Il visitatore resta frastornato a causa dello stacco improvviso e lo smarrimento aumenta con il "contributo sonoro": un urlo fragoroso si diffonde inaspettatamente nella stanza cogliendo di sorpresa l'osservatore. E' l'urlo dell'uomo di fronte alla tragedia inaspettata che irrompe nelle nostre vite disturbandone la quotidiana tranquillità, l'urlo del mondo di fronte alla tragedia dell'11 settembre, che spesso più che un urlo è stato un silenzio dovuto allo choc provocato dalle immagini strazianti. E' un urlo liberatorio ed universale,  un urlo di protesta che unisce l'umanità in un'unica voce.

Quest'urlo sonoro, secondo me, assomiglia all' "Urlo" di Edward Munch, un urlo solo in apparenza muto. Se dal punto di vista sonoro  l'urlo resta imprigionato nel quadro, dal punto di vista grafico emerge con forza dalle tinte forti con cui la natura è  dipinta e dalle immagini sfuocate e sformate rappresentate. Entrambi sono urli  liberatori, urli di protesta contro le realtà contemporanee, urli che denunciano  le brutture del mondo (per Munch le grandi guerre di inizio secolo).

Le galline di legno che rappresentano un ritorno all'artigianato; la colonna in cui uomini e donne, rappresentati in posizione fetale, vengono strangolati dal cordone ombelicale; la conchiglia, metafora del grembo materno, che simboleggia la città di Canton fedele alle proprie tradizioni, sono opere attraverso le quali gli artisti hanno rappresentato la necessità di un ritorno alla tradizione per sfuggire al processo di globalizzazione e allo stesso tempo insinuano il dubbio che nessun luogo sia sicuro.

Altro tema fondamentale è quello del ritmo frenetico delle nostre vite e noi troppo occupati nelle nostre attività senza fine ci dimentichiamo di noi stessi e degli altri e risucchiati dal vortice giungiamo in una dimensione di incomunicabilità: questo tema è ben rappresentato dalla torre di Babele sul cui pavimento uomini e donne corrono in direzioni diverse ma anche dalla singolare "Let's puff": si osservano due schermi posti uno di fronte all'altro: uno rappresenta la vita frenetica e tranquilla di una comune città e l'altro rappresenta una cinesina che soffia insistentemente e riesce così per qualche secondo a non essere travolta dal ritmo alienante della città. Tutti noi spesso sentiamo il bisogno di uscire dagli schemi, dalla routine quotidiana e di ritagliare un pò di spazio solo per noi isolandoci dal resto del mondo. Ultimo percorso è quello della cultura attraverso la musica o attraverso i libri: comunque calpestata.

Nel primo caso l'artista promuove la pirateria in quanto sostiene che la musica scaricata da Internet costituisce un pretesto per entrare in contatto con il resto del mondo e per uscire dalla dimensione di incomunicabilità. Nel secondo caso la "Libreria di Borges" rappresenta simbolicamente il modo in cui i giovano calpestano la cultura e cercano delle risposte nei mezzi moderni, falsi aiuti e vane consolazioni e non trovandole cercano una soluzione nella morte. Molte altre sono le opere interessanti per esempio l'hotel capsule o il museo degli aniomali domestici, soluzioni innovative ideate per ricavare spazio; ma anche il conflitto ntra oriente  ed occidente ed il clima di violenza e terrore ritratti nel "Big invisible man"....

Le opere che abbiamo osservato sono tutti esempi di arte moderna, di un'arte concettuale che non offre una rappresentazione diretta della realtà ma molti spunti ed indicazioni che permettono di coglierla seppur dopo un'attenta riflessione e attraverso una personale interpretazione. I temi trattati non possono restare fuori da noi perchè ci coinvolgono da vicino ed interssano il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri. Gli spunti di riflessione offerti devono essere approfonditi attraverso l'interiorizzazione ed il confronto con gli altri e devono costituire uno stimolo alla crescita ed al miglioramento non fuori ma dentro il nostro mondo contemporaneo.

 

Sellario Marialuisa

5C Liceo Scientifico

 

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